
Credo di aver bisogno di riposare un poco, di aspettare che il mio corpo riprenda la voglia di camminare. Credo di dover fare le pulizie nel mio cranio, scrostando e sbrinando i pensieri vecchi, per fare spazio a cose nuove. Penso che potrei fermarmi per un po’ e lasciare scappare alcune cose. In fondo posso non essere in certi posti, non vedere certe cose, non fare. Potrei immaginarmi come convalescente: molto riposo e cibi leggeri. C’è sempre il lavoro che si prende molto, ma potrei far finta che sia una specie di terapia riabilitativa, per tenere in funzione le giunture. Solo che ci vorrebbe un posto, un libro e un meteo adeguato. O forse un cane da far correre dietro ad un bastone. Una passeggiata quotidiana in un luogo conosciuto ma sempre differente, come un bosco o un mare. Sarò pronto a ripartire quando me lo diranno i miei sogni, quando nel sonno non vivrò come da sveglio. Quando le storie del riposo saranno a colori forti, senza regole o protagonisti, come se fossero raccontate da una voce esterna che non conosco. Quando la mattina, una volta sveglio, potrò tornare a congratularmi con me stesso per le mie fantasie, invece che analizzare e rimproverarmi le mie incolmabili mancanze.
foto: Naviglio della Martesana, Milano, 6 febbraio 2011
foto: Naviglio della Martesana, Milano, 6 febbraio 2011