mercoledì 4 luglio 2018

Il posto dove vivo



Perché mi segui nel mio vagabondare di cacciatore di momenti, di collegamenti e di simboli?
Non ti nascondere tra le ombre ed evita di travestirti da cespuglio: che a Milano balza subito all’occhio. Puoi seguirmi restando dietro pochi passi, tanto non scappo, non voglio nascondere il luogo dove abito.
E’ dove vorrei abitare appoggiando il cuore per sempre , quello stanco ma non arreso. La forma è perfetta per nascondere il volto, appoggiando prima la fronte, lasciando scivolare le labbra e poi la guancia. Scelgo la guancia destra, il modo che la curva del naso coincida con la forma del collo.
Da quel punto si gode una vista incredibile, perché ora ci credo. Vedo tutto il mio presente sospeso in un continuo di felicità. Vedo il mio passato archiviato, come in prescrizione;  anche le cicatrici le posso accarezzare distrattamente: non bruciano più, o bruciano poco.
Ammiro il futuro: basta sbirciare lungo la valle che da sulla schiena e so che da qualche parte c’è un momento di amore intenso e gioiosa fatica. Tutto intorno è pace e battito ritmico di cuori, lievi respiri e qualche bacio.
Vivrei lì per sempre, senza metafore, senza bisogno di altro.



Foto: the place where i live, luglio 2018