martedì 31 luglio 2012

Carta d'identità a volumi


Traslocare una libreria, anzi i libri, da una casa ad un’altra non è come spostare un armadio o un letto. Non puoi riempire le scatole, trasportarle, per svuotarle sui nuovi scaffali. La vecchia libreria era molto grande e aveva i ripiani con i libri in doppia fila, tripla se contiamo quelli rovesciati sopra; anche quella nuova potrebbe, ma non voglio più che mi sfuggano alla vista libri che ho amato. Quindi ho fatto passare uno per uno i volumi e credo di aver speso almeno un pensiero per ognuno. Di alcuni mi si illuminano i brani, di altri le emozioni che mi hanno provocato, oppure il ricordo di chi me lo ha regalato o consigliato. Molti sono rimasti nel vecchio scaffale, porto con me solo quelli che non riesco a lasciare, quelli che vorrei riprendere in mano e quelli di cui voglio essere sicuro della presenza. Ora vorrei organizzarli per argomenti o per salti logici tutti miei, però lo spazio è un vincolo rigido e di legno. Sarebbe bello che uno sconosciuto entrando in casa  e osservando le coste dei volumi decida con lucida consapevolezza se darsela a gambe o sedersi sul divano e iniziare una lunga chiaccherata. Il mio esibizionismo indiretto passa anche da qui, dal mio spazio, come se un pezzo del mio codice genetico fosse stampato e impilato in uno scaffale. Una specie di fotografia a caratteri tipografici degli ultimi miei dieci anni e un pezzo di quelli prima.
Ho lasciato molto spazio ai libri che verranno, sarebbe un errore tattico averla già riempita, però magari una più piccola in altra stanza potrebbe fare da rifugio secondario. La nuova libreria resterà vuota a metà per un po’, in modo da assomigliarmi del tutto.

foto: New bookshelf, Luglio 2012

11 commenti:

  1. sarebbe bello che uno sconosciuto entrando in casa e osservando le coste dei volumi decida con lucida consapevolezza se darsela a gambe o sedersi sul divano e iniziare una lunga chiaccherata... non sai come ti capisco! io per queste cose ci impazzisco

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  2. Hai acceso la mia curiosità, per cui mi auguro vorrai concedere a questa visitatrice di conoscere quei libri che hanno riacceso in te un'emozione. Mi bastano due titoli, per grazia e gentilezza.
    Quello "spazio vuoto lasciato a metà" mi spinge a tornare, ma è stato comunque piacevole respirare, attraverso le tue parole, la carta, il legno ...soffiando via la polvere che viene dal tappeto, si intende.
    :-)

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    1. I titoli sono diversi, te ne racconto due. Il primo è una raccolta di poesie di Pavese, ogni volta che mi capita in mano finisce che mollo quello che sto facendo per rileggere alcune pagine. L'altro è il libro che le maestre delle elementari mi regalarono alla fine del quinto anno. Mi ha sempre colpito che vicino alla dedica piuttosto generica ci sia il mio nome scritto in piccolo a matita, voglio dire: quel libro era proprio per me (anche se non mi è piaciuto). Polvere dal tappeto, polvere dal tappeto tornerai, dice il profeta Swiffer. ;)

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  3. io nel tuo salotto siederei :) ..per ascoltarti magari...
    la tua libreria, la tua carta d'identità..
    ma se mi giudicassero dai libri che ho...penso avrei un risultato più che positivo verso l'esterno, ma molti libri sono li in attesa.,..come spasimanti in attesa di un sorriso o uno sguardo ammiccante..

    buona giornata

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    1. Mi piace molto l'idea dei libri in attesa imploranti di attenzione, e quelli letti: sorridenti e compiaciuti. Buona giornata

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  4. scusa l'anonimato involontario
    Barbara B.

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  5. Ciao:-)
    Adesso do un po' i numeri: una volta che li hai organizzati per argomenti o "salti logici tutti tuoi" (questi ultimi io li definisco associazioni di idee e li adoro da sempre) potresti mettere qualcosa su ogni scaffale, magari un piccolo oggettino (sempre che tu non sia un talebano dei soprammobili)che per te ha un significato in relazione a quegli argomenti o salti logici tutti tuoi.
    Vediamo che riesce a combinare il visitatore (un po' per facilitargli la possibilità di avere una bella e lunga chiacchierata con te e un po' per vedere se va al di là del suo naso...).
    Agave-bastone-e-carota.

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    1. Sai il brutto? Che a furia di metterci libri l'unico salro logico sarà "qui ci stava" :(
      Credo di essere peggio di un talebano del soprammobile però le piccole sculture che mi piacciono costano troppo! ;)

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    2. Finisce sempre così, non prendertela.
      Io ho deciso che devo vendere/regalare qualcosa perchè ormai non ho più una briciola di spazio.
      Oppure passo all'ebook, ma non mi va proprio.Tu che ne pensi?
      Agave-che-scriverebbe-ancora-sull'argilla

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    3. Il libro per me è oggetto, su una memoria anonia potrei solo lasciare dei testi che posso anche dimenticarmi di avere. Poi... l'ho annusato e non mi piace l'odore dei reader.

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