
Non aver paura, si diceva. Se lo ripeteva in continuazione, come quando da bambina restava sola a guardare qualche film violento in televisione, la sera tardi. Adesso da adulta se lo ripeteva ancora, involontariamente, come un automatismo, come un mantra. La sua testa faceva scattare la vocina in metropolitana, dopo l'ora di punta, quando le sembrava che tutti gli stranieri guardassero lei. Se lo ripeteva camminando sul marciapiede verso casa. In macchina quando un motociclista si accostava al semaforo. Al lavoro, quando un collega distratto starnutiva senza proteggersi con la mano. L'assicurazione non ti protegge dalle paure,a solo e in parta dai dalle conseguenze, salvo la franchigia. I medicinali vanno usati con cautela, con timore, come i vaccini per il virus dell'influenza. Si sentiva protetta solo in casa, con le luci accese, la tv accesa. Però quando spegneva il televisore, dopo tanta informazione, aveva ancora più paura. Forse la paura abita nella televisione?
7 commenti:
la paura abita dentro..
la televisone credo sia la sua nutrice..
gap: obbiezione accolta.
la mia paura è alimentata da due responsabili: la televisione e la mia testa... ma la seconda non la posso spegnere.
Sì, d'accordo su tutto. Cominciamo a spegnere il televisore, però, che non alimenta solo le paure, genera anche mostri e mostruosità. Mi sembra già un bel passo avanti.
sed: però la puoi accendere! :)
Isa: buttiamola!!!!
E la televisione che abita dentro la paura. E se ne compiace.
Ambra
http://sottraendo.blogspot.com/
Ambra: inizio a confidare nel digitale terrestre e che non funzioni.
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