Il fiato perduto
Sì lo so anche io che un libro è un prodotto fatto di carta, inchiostro e colla. Capisco bene che tutte le sensazioni che provoca vengono dalla creatività dello scrittore/editore ma, in maggior parte, dalle ricettività di chi lo legge. Però non ci riesco. Non so quante persone ho già tediato sulle mie visioni di magazzini editoriali come hangar, sulle allucinazioni di librerie come discariche, però non pensavo di trovarmi a vedere un video sulla produzione di un libro e sentirmi mancare il fiato. Capisco bene che la produzione industriale e meccanizzata non toglie nulla, o poco, al libro e consente di stampare più copie a minor prezzo (a questa ci credo meno...), quindi di raggiungere più lettori. Ma certe cose andrebbero non viste, sono pornografiche. Probabilmente se un giorno entrassi in un macello, ne uscirei vegetariano, infatti lo evito attentamente. A questo punto lo condivido: è il video della stampa dell'ultimo lavoro di Dan Brown. E' un caso che si incominci dalla copertina?Nota a margine: nell'articolo si parla anche di una cosina che potrebbe cambiare non poco lo scenario editoriale
6 commenti:
beh... di sicuro non invoglia alla lettura... credo che mi scoraggi più questo video che una fabbrica di salamini...
sed: facciamo una prova? ;)
mi stai invitando ad una visita in un salumificio? Mooooolto romantico....
ecco, potrei fare una versione miniata dia blog.
sammybabay: è necessario. ci dobbiamo passare per pubblicare il tuo primo. dai stringi i denti. che voglio essere in quella prima fila. a battere le mani con un sorriso alla piperita patty stampato.
sed: non apprezzi l'originalità? :)
tiziana: almeno sarebbe artigianale
v.: e io che pensavo a delle fotocopie tipo fanzine punk! :D
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