La tua pasta la conosciamo e non ci piace
Ieri l'Italia è arrivata ad un passo dal contraddire il Referendum tra Monarchia e Repubblica del 1946 e per un soffio l'anticorpo della separazione dei poteri ci ha salvati. Però ha ragione Silvia quando dice che non c'era la tensione dell'attesa o la preparazione ad un verdetto negativo, nemmeno la chiamata alla reazione che, quindi, sarebbe arrivata tardiva. Mi tengo il mio dubbio drammatico, che la continua sconfitta ci abbia sfiancato, che la delusione ci abbia resi passivi. Quindi stacco un paio di giorni e mi chiudo nell'abbraccio protettivo degli amici in una città "straniera", porto alcuni miei pensieri a perdersi tra la folla, mi riempirò i sensi di Fura dels Baus e pop art, sperando di ricaricare la voglia di fare. Stacco con una piccola curiosità statistica: ogni viaggio in quella città a segnato il confine tra due "sentire" diversi della mia vita, ha sempre determinato la fine di qualche cosa o l'inizio di qualcos'altro. Forse spero che quella vocina che mi sussurra all'orecchio piccole dolci speranze si metta ad urlare fino a svegliarmi."Ormai rimane solo la città, su questo pianeta di cui gli uomini hanno fatto il giro." M. Augé, 2009
Foto: Rabbit un'opera di Jeff Koons del 1996
6 commenti:
capisco perfettamente che vuoi dire. Cambiare orizzonte non significa semplicemente sostituire un contorno, ma anche integrare una prospettiva. E le cose che prima sembravano ovvie e scontate potrebbero non esserlo più. In definitiva, arricchisce e forse sì, è in grado di rigenerare :-)
se vuoi lo tiro io un urlo...
SVEGLIA SAMMY!!!!!
quando vuoi.
Lola: speriamo ;)
trilli: ora mi sento molto Peter Pan :D
no, a kensington non ci andiamo ;)
torna con nuovi ricordi... e sogni vecchi e nuovi.
un abbraccio.:)
tiziana: io non ci sono mai stato... (nemmeno questa volta)
sed: grazie, ricambio!
Posta un commento