venerdì 30 ottobre 2009

La prima recita

Riccardo stava seduto su un avanzo di sedia nel magazzino della palestra della scuola vestito con gli abiti in cartapesta di un cavaliere azzurrino. La scopa trasformata in cavallo mutilato era appoggiata alla parete e non legata ad un pesante anello come si dovrebbe fare se fosse stato un cavallo vero. Riccardo era profondamente meravigliato nel vedere la gente, o meglio i suoi compagni e la maestra,credere che quella scopa fosse un cavallo. Ma non vedevano che non aveva zampe? Non capivano che era lui a farla sobbalzare? Troppe cose non andavano in quella recita, prima di tutto i ruoli. Lui avrebbe voluto fare il mago e non il cavaliere che salva la principessa. Il mago dice solo due frasi, consegna la spada la cavaliere e scompare per sempre. Era un suo diritto essere il mago perché quel personaggio lo aveva suggerito lui alla maestra. Tutti i compagni urlavano che nella storia dovevano esserci i pirati, i robot, le fate e almeno mille principesse, ma che razza di storia sarebbe stata? Poi la maestra ha scritto quello che ha voluto lei però il suo mago lo ha tenuto. Minimo, se uno inventa un personaggio poi può fargli fare quello che vuole, altrimenti non si capisce perché sui libri mettano anche il nome dell'autore; oppure è come quando nasce un bambino, che è fatto dalla mamma ma prende il cognome del papà. E poi perché doveva salvare la principessa? Mica era sicuro che dovesse proprio farlo. Magari quel castello incantato era come un collegio? E magari l'avevano mandata i suoi genitori perché non aveva fatto la brava, per farla studiare? E se poi dopo averla liberata qualcuno si arrabbia perché così si da il cattivo esempio alle altre bambine che vanno in collegio? Il drago lo fa Patrizia che è una ragazza. Non basta mettersi dei pezzi di carta pesta per diventare un drago, in particolare se sei una ragazza, il drago è maschio. Riccardo avrebbe dovuto sconfiggere quel drago, ma anche questa cosa lo lasciava perplesso perché in fondo aveva capito che il cavaliere per liberare la principessa doveva uccidere, o almeno ferire, il drago. Certo ferirlo per finta, però la maestra diceva “sconfiggere” e forse era un'altra cosa. Il drago era cattivo, era il male, ma allora perché avevano scelto Patrizia quando c'era Piero che è veramente cattivo? Niente, questa storia non sta in piedi. Un po' perché l'ha inventata la maestra che è brava a correggere i compiti ma, forse, non a inventare le storie.
Alla fine la recita andò bene, i bambini fecero l'inchino, le mamme piansero, i papà filmarono e la maestra era fuori a fumare.

“Siete stati bravissimi” disse la mamma a Riccardo “sei stato un vero cavaliere!”
“Ma...” obiettò Riccardo “ Marco ha sbagliato la sua frase, anche Cinzia. E poi il drago non faceva paura”
“Ma no fa nulla, è andato tutto bene”
“Sì ma... hanno sbagliato!”
“Ma non importa mica ti devono dare un voto!”

Il non essere giudicati avrebbe dovuto essere di sollievo a Riccardo che invece provò un poco di delusione, non tanto per un voto che sarebbe stato positivo, quanto perché non avrebbero punito i compagni più pigri, quelli che non si erano impegnati. Ripensò a quante volte la maestra aveva ripetuto loro che la recita era una cosa importante, la più importante dell'anno. Ma allora perché non c'erano voti? Come si capiva quando una cosa era più importante di un'altra? Nelle loro discussioni, mamma e papà, mettono sempre di mezzo cose importanti. Certe sono importanti per la mamma e altre per il papà, ma non sanno allora qual'è quella più importante? E' per quello che litigano?

"Direi che ti meriti un premio... un bel regalo", gli occhi della mamma erano più grandi che mai. Il loro blu adesso era veramente qualche cosa che non si poteva non vedere, che faceva stringere la pancia.
"Posso scegliere io il regalo?"
"Ma caro, io e il papà te lo abbiamo già preso! Ti aspetta a casa"

Ora la recita andava rifatta per farla vedere ai bambini delle altre classi, senza i genitori ma solo con le maestre.
Alle maestre piacciono molto le recite, forse perché così anche loro possono disegnare e non devono spiegare o correggere i compiti? Nel bagagliaio dell'auto la scopa cavallo scalpitava a modo suo verso la libertà, ma il suo oscillare sembrava voler confermare le ipotesi di Riccardo.



foto: S. Calierno (www.paolocason.it)

8 commenti:

sed ha detto...

Questo racconto (bellissimo, ma questa non è una sorpresa), mi ha fatto venire in mende varie cose. 1) Le recite della scuola sono generalmente penose (a parte quelle che ci faceva fare la mia, mi piacevano).
2) I criteri di giudizio non sono mai assoluti ma ognuno se li sceglie a suo piacimento ed è per questo che non mi piaccioni giudizi.
3) La prova generale di uno spettacolo viene sempre uno schifo perché abbiamo bisogno di sentire sul collo il fiato del giudizio del pubblico.
4) Mi piacerebbe sapere il rapporto che hai avuto con la tua maestra.
5) Baci.

Sammy ha detto...

cara sed, se rispondo alla 4 con la mia solita brevità rischio di fare confusione su punto 2. Dovrei spiegare un po' bene bene perché odio la scuola. Quindi mi fermo al 5.

gap ha detto...

riccardo ha uno spiccato senso del reale che altri chiamerebbero malinconia..

sed ha detto...

ed io mi fermo al mio commento al post precedente.
e ti ribacio! :)

neru ha detto...

uh non ne escono bene bene i genitori. o forse si confondono le fantasie.
sti bimbini vogliono scegliere e l'è ne minga. però è anche vero che ci sono cose che si possono scegliere e cose che no o che non è il momento. e non è necesseriamente una cosa brutta.

che bella storia però! cmq a me piace patrizia e la maestra e il povero piero che qualcuno dovrà pure essere antipatico, no?

cià neh

neru

Sammy ha detto...

gap: da grande farà il blogger!

sed: bene, brava, bis!

neru: grazie neh

tiziana ha detto...

hai già l'ansia da prestazione? :)

Sammy ha detto...

tiziana: ogni riferimento (conscio) a fatti o persone del futuro prossimo è puramente casuale...