mercoledì 30 settembre 2009

Dall'alto, nel buio, tra stelle fasulle

Pochi ci crederanno ma uno dei piccoli vantaggi di lavorare di notte sono le luci di Milano, al tramonto e dopo. Stare appoggiato al parapetto della scala antincendio al nono piano e godersi e luci accese degli uffici deserti intorno. Le brezza ti si appoggia sulle spalle, il rumore del traffico è un ipnotico tappeto, c'è qualche lampeggio in basso e una miriade di colori alle finestre. Per un attimo ci si può confondere e credere a certi film degli anni sessanta, a certi scrittori che venerano New York. Io penso al film "Ascensore per il patibolo" (o "per l'inferno" in base alle traduzioni), alla Moreau che cammina per le vie in bianco e nero di Parigi. Anche qui ci starebbe bene Miles Davis, seduto qualche gradino più in alto a suonare la sua tromba rossa. A volte si potrebbe credere che la felicità è senza fine ma è meglio non pensarci e cercare quella piccola, frequente, quella che non crea dipendenze.



Foto:Edward Hopper, Night Window

13 commenti:

sed ha detto...

ecco, ho finalmente scoperto il segreto delle tue ispirazioni... io non ce l'ho le luci di milano, e neanche un palazzo di nove piani... :(

Sammy ha detto...

sed, tu hai le stelle che io ti invio moltissimo. Non so ancora come faccio a resistere senza.

neru ha detto...

qualsiasi felicità creando dipendenza fa paura.
io vo' cercando quella felicità delle bow windows seduti a guardare, a respirare il silenzio mentre cadono granelli di sabbia e polvere fra le parole che scorrono.
un giorno o l'altro ne avrò una!

ciao neh!
ah e quando guarderai quelle luci pensami che starò ascoltando patrizia! :D

ha detto...

chè poi deve essere bello rimanere ben saldi a terra, su di un nono piano. ad osservare punti in lontananza. accesi. ed altri spenti.
non avevo mai pesanto a milano. di notte. se potesse essere a suo modo, suggestiva.

gap ha detto...

lavorare di notte, certe volte, ha la magia di un non-luogo. qui è corridoi vuoti e silenzio e fumare in cima al tetto e i pochi che restano, aperti.

v. ha detto...

Un'inquadratura a volo d'uccello..milano come n.y... uno spike lee bianco qui nell'angolo . sempre che tu sia bianco.

Sammy ha detto...

neru: anche io un giorno avrò un bow con una cassapanca coperta di cuscini usata solo per leggere alla finestra. Salutami la Patty!

rì: Milano, lo dico sempre, si cerca nei dettagli

gap: però tutto sta diventando un nonluogo

v.: talmente bianco che tendo al verde :)

sed ha detto...

ed ho anche stelle fasulle... che fortuna... :)

willyco ha detto...

Manca solo l'innamorato che guarda dal buio le scie sulla tangenziale, il sonno che non urge e il lavoro con tempi ricchi di sospensioni. La felicità in un guscio di buio e di luce esterna. Mi hai ricordato tempi non troppo distanti e c'era pure Miles Davis. Bello.

Sammy ha detto...

sed: ;)
Willyco: nella notte c'è posto per tante cose.

Anonimo ha detto...

LAVORI DI NOTTE,
Samuele? E come mai non vedi le stelle in cielo? Buon giorno di sole frescolino e un ciao.Bianca 2007

Sammy ha detto...

Bianca2007: a volte mi capita di lavorare di notte, raramente. Milano è troppo concentrata sui suoi piedi veloci per rendersi conto che le stele qui non si vedono più. Non si sono ancora accorti che è una catastrofe.

Anonimo ha detto...

mi piace qui...
Animavera