giovedì 2 agosto 2007

Worker

Non sono mai riuscito a spiegare ai non "addetti ai lavori" che cosa faccio tutto il giorno in ufficio. In realtà anche tra i colleghi pochi hanno capito perchè mi pagano. Mi piace paragonarmi ai macchinisti delle caldaie delle navi a vapore di fine '800. Un lavoro oscuro, tenuto nascosto nella stiva vicino al cuore della nave ma lontano dal ponte. Soggetti schivi, sporchi e diffidenti, che vedi in coperta solo quando i casini sono enormi e tutti si chiedono "e questi chi sono?". Gente che non ricordi mai che fanno parte dell'equipaggio, eppure fanno andare la nave. Il capitano lo sa ma cerca di dimenticarselo, pensa siano solo un male necessario; prima quando le navi avevano solo le vele si andava più piano e noi non c'eravamo. Siamo arrivati con i motori, come pezzi di motore, come lo sporco del grasso. Mia madre si acconteta di dire "lavora nell'informatica" e si incazza quando non corri da parenti e amici a sistemargli il pc, che del resto "è il tuo lavoro, no?". A volti torni un pò impolverato perchè ti sei ficcato dietro a qualche server monolitico e ti guardano curiosi come se fossi sporco di melassa e piume, come se fossi un chirurgo sporco di vernice o un imbianchino sporco di sangue. Sì, l'ho notato che nemmeno questa volta ci sono riuscito...

3 commenti:

lillilupe ha detto...

be'... se non altro l'immagine del macchinista nel ventre della nave è una figata.
:)

gap ha detto...

ho capito..
qualcosa tipo un pianista con i calli alle mani o il carpentiere con le dita affusolate..
qualcosa che nessuno se lo aspetta o capisce bene..
o forse sono io a non aver capito nulla..
ma è che faccio il biologo che non sta in laboratorio..
;)

Piazza delle Erbe ha detto...

Ne conosco di macchinisti come te... spero tu non faccia i loro stessi orari da operai dell'Ottocento! Dopo aver lavorato 14 ore di seguito, oggi hanno scoperto che nulla è molto cambiato nel maledetto server... Sono soddisfazioni, eh?